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Inaugurata la Hydrogen Valley di Sarmato: dall’energia rinnovabile alla movimentazione industriale

Un investimento di circa 6,7 milioni di euro per integrare produzione energetica, idrogeno verde e applicazioni nel sollevamento, proseguendo la riconversione dell’area dell’ex zuccherificio Eridania.

Mercoledì 7 ottobre 2026, nel polo produttivo di Sarmato, JMG Cranes ha inaugurato la propria Hydrogen Valley: un progetto strategico che trasforma l’energia rinnovabile in idrogeno verde, integrandone produzione, stoccaggio e distribuzione per alimentare applicazioni industriali e le gru semoventi dell’azienda.

L’inaugurazione non rappresenta soltanto un nuovo traguardo tecnologico, ma una tappa decisiva nella visione di JMG: sviluppare soluzioni energetiche concrete, efficienti e sostenibili, progettate a partire dalle reali esigenze di chi ogni giorno opera nel sollevamento e nella movimentazione industriale.

Gli interventi istituzionali

La cerimonia ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e degli organismi impegnati nella transizione energetica. Accanto a Maurizio Manzini, presidente e CEO di JMG Cranes, sono intervenuti Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Franco Albertini, vicepresidente della Provincia di Piacenza, Jacopo Labò, vicesindaco di Sarmato, Nicola Parenti, presidente di Confindustria Piacenza, e Stefania Crotta, direttrice generale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Una partecipazione che conferma la rilevanza del progetto non solo per JMG, ma anche per il territorio e per la più ampia strategia di sviluppo dell’idrogeno verde: quello di Sarmato è infatti uno dei due impianti di questo tipo presenti in Emilia-Romagna e uno dei dodici attivi a livello nazionale.

Determinante è stato il contributo di Cinzia Pallini, CFO di JMG Cranes e referente della Hydrogen Valley, che ha guidato il progetto lungo un percorso durato due anni, coordinando investimenti, competenze tecniche e interlocuzione con le istituzioni. Il risultato è un’infrastruttura da 6,7 milioni di euro, sostenuta per 4,7 milioni dai fondi PNRR messi a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna per il recupero delle aree industriali dismesse e per 2 milioni direttamente dall’azienda: un esempio concreto di collaborazione tra risorse pubbliche e visione imprenditoriale.

Un nuovo capitolo per l’area dell’ex zuccherificio

La Hydrogen Valley aggiunge un nuovo e significativo tassello alla rigenerazione dell’ex zuccherificio Eridania, trasformando un’area rimasta a lungo dismessa in un polo produttivo e tecnologico orientato al futuro. Qui JMG ha sviluppato la propria “Cittadella delle Gru”, un complesso di circa 200.000 metri quadrati che comprende 14.000 metri quadrati destinati alla produzione e 37.000 metri quadrati di aree verdi.

Il recupero non riguarda soltanto gli spazi: anche la sistemazione dei piazzali è stata realizzata secondo principi di economia circolare, riutilizzando i materiali ottenuti dalla demolizione dell’ultimo silos dell’ex stabilimento. Abbattuta nel 2026 con un intervento sostenuto direttamente dall’azienda, la struttura risaliva al 1978; la storica ciminiera in mattoni, con oltre 120 anni di storia, è stata invece preservata come testimonianza di archeologia industriale. In questo modo, il progetto coniuga memoria del territorio, riqualificazione ambientale e innovazione, restituendo valore a un luogo simbolico della storia produttiva di Sarmato e aprendolo a una nuova fase di sviluppo industriale sostenibile.

Come funziona la Hydrogen Valley?

La configurazione descritta da JMG comprende un elettrolizzatore da 1 Megawatt, un parco fotovoltaico dedicato da 1,95 Megawatt di picco complessivi e un sistema di accumulo elettrico da 1,125 Megawattora, affiancati dai sistemi di compressione e distribuzione dell’idrogeno.

L’accumulo permette di conservare l’elettricità prodotta dal fotovoltaico e di utilizzarla anche nelle ore in cui manca la produzione solare. Quando questa energia non è sufficiente, l’impianto ricorre a una fornitura di rete certificata come interamente rinnovabile. Il sistema rende inoltre disponibile l’idrogeno a pressioni di 200 o 350 bar, per differenti applicazioni industriali.

Rifornimenti rapidi per le esigenze del lavoro industriale

Uno dei vantaggi più rilevanti della tecnologia fuel cell riguarda la continuità operativa. Durante l’inaugurazione, Maurizio Manzini, presidente e CEO di JMG Cranes, ha sottolineato: «Le nostre gru a idrogeno si riforniscono in 15 minuti anziché nelle otto ore necessarie alla ricarica delle batterie». Per le attività di sollevamento e movimentazione, nelle quali ogni fermo macchina incide sull’organizzazione del lavoro, questa riduzione dei tempi può tradursi in maggiore disponibilità del mezzo, turni più continui e una gestione più flessibile delle operazioni.

«Abbiamo scelto di investire in questa valle e in una filiera italiana», ha dichiarato Manzini, sintetizzando una strategia che va oltre la sostituzione di una fonte energetica. La Hydrogen Valley consente infatti a JMG di presidiare l’intero processo — produzione da fonti rinnovabili, stoccaggio, distribuzione e impiego sulle macchine — e di trasformare la sperimentazione in competenze industriali sviluppate sul territorio. Il confronto sui tempi di rifornimento va comunque riferito alla specifica configurazione dei mezzi, alla capacità dei serbatoi e alle modalità di ricarica adottate; resta però centrale l’obiettivo indicato dall’azienda: combinare zero emissioni allo scarico, autonomia e rapidità di ripristino dell’operatività.

Dalla sperimentazione allo sviluppo delle macchine

Il percorso di JMG nell’idrogeno comprende il carrello gru MC250.09FL Fuel Cell, presentato a Hydrogen Expo 2025 e premiato agli Italian Hydrogen Technology Awards nella categoria dedicata all’innovazione applicativa.

Nel sistema sviluppato per questo modello, la cella a combustibile ricarica una batteria al litio che alimenta la macchina: una configurazione che integra l’idrogeno nell’architettura elettrica del veicolo.

La Hydrogen Valley offre ora un’infrastruttura nella quale sviluppare esperienza, raccogliere dati e approfondire l’impiego dell’idrogeno nella movimentazione industriale. Per JMG, il valore del progetto risiede nella possibilità di studiare insieme l’energia, il rifornimento e l’applicazione sulle macchine, trasformando la ricerca in conoscenze utili allo sviluppo del prodotto.

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